L’intonazione salverà il mondo
 







Rosario Ruggiero




Indagine per nulla peregrina quella recentemente condotta, a Napoli, nell’ambito della conferenza tenuta dal medico Vincenzo Longo presso il Centro Argilux, istituzione creata sette anni fa, e diretta, da Dianora Basile con la finalità precipua di un’attenzione al benessere individuale del corpo e della mente.
Intitolato “La musica intonata a 432 Hz: l’armonica dell’Universo”, l’incontro ha focalizzato l’attenzione su un aspetto solo apparentemente trascurabile dell’arte dei suoi: l’intonazione degli strumenti musicali.
Bisogna infatti sapere che, se solo dieci sono le cifre necessarie per esprimere qualunque numero naturale e due i volumi dai quali sboccia tutta la letteratura di una particolare lingua, e cioè il vocabolario e la grammatica, soltanto quattro risultano i parametri che sortiscono tutta la musica di questo mondo, ovverosia, del suono, la durata, l’intensità, il timbro e l’altezza. E se il suono è generato da vibrazioni che sipropagano attraverso un opportuno mezzo, come ad esempio l’aria, la frequenza di queste vibrazioni stabilisce l’altezza di quei suoni poi indicati dai musicisti con le note. Così il do è un suono sortito da un certo numero di vibrazioni in una certa unità di tempo, il re da un numero maggiore,e così via. Punto di riferimento iniziale, il la, scaturito da quattrocentoquaranta vibrazioni al minuto per convenzione oramai universale. Ma già ai tempi di Mozart la frequenza condivisa era più bassa. La musica che ne veniva fuori aveva la caratteristica di una maggiore morbidezza.
Via via però l’intonazione, ossia la scelta della frequenza del la, sulla quale “intonare” tutti gli altri suoni, è stata innalzata, sostenuta da un miglioramento tecnico degli strumenti musicali che li rendeva in grado di reggere una accordatura più spinta, e giustificandola con l’ampliamento delle sale da concerto giacché l’accordatura più elevata conferisce alla musica la caratteristica di essere piùimperiosa, luminosa e squillante.
Il dottor Longo ha allora illustrato una lunga serie di motivazioni per le quali un’accordatura meno esasperata, con il la intonato a quattrocentotrentadue vibrazioni al minuto, favorisce effetti fisici e fisiologici di maggior benessere ed integrazione con l’armonia dell’universo, corroborando poi i suoi asserti con esperienze fisiche ed acustiche proposte dall’insegnante di benessere fisico Federica Frascogna e dal musicista Salvatore Cecere.
Resta la domanda, spontaneamente provocata dalla conferenza, in attesa di problematica risposta e di una conseguente, etica scelta esistenziale: se la vita dell’uomo è diventata vieppiù frenetica negli ultimi tempi, straordinariamente snervante e penosamente esagitata, la musica più recente, con il suo estremizzare l’intonazione ed esasperare le dissonanze, ne è praticamente subdola causa, semplice effetto o entrambe le cose insieme?










   
 



 
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